Laurea con nana!

In questo post voglio raccontarvi di come sia riuscita a laurearmi a cinque mesi dalla nascita della mia bambina. Lasciate che me la meni un po’, partendo da una delle poche imprese che sia riuscita a portare a termine brillantemente, verrà il tempo per parlarvi delle infinite cacate* che hanno segnato il mio percorso!

Il giorno che ho scoperto che la nana alloggiava dentro me, il primo pensiero è stato “addio università”, ho pianto e mi sono disperata perchè sapevo che mai sarei riuscita a rinunciare alla gravidanza, mai avrei messo i miei obiettivi professionali davanti a una vita che stava prendendo forma, ma non riuscivo a essere serena. Considerate che nella classifica dei più pessimisti della storia, io vengo subito dopo Leopardi. Non c’è da stupirsi che alla vista del test di gravidanza le prime parole che sono riuscita a pronunciare tra un singhiozzo e l’altro sono state “come cazzo faccio a finire l’università?”. La stessa domanda mi è poi stata riproposta da ogni parente al quale confessassi di essere incinta, giusto per mantenere stabile il mio livello di ansia!

Nei giorni immediatamente successivi ho riflettuto e dato tempo al mio cervello di elaborare la notizia. Dopodichè ho redatto un piano di battaglia, con la consapevolezza che se non l’avessi rispettato, avrei dovuto dare ancora esami dopo la nascita di Mia. All’epoca non sapevo realmente cosa mi aspettasse, ma mi era chiaro che studiare con una neonatina alle calcagna sarebbe stato pressochè impossibile.
Gli esami erano tre e gli appelli anche, non erano ammessi errori!
Tra una visita, un’ecografia e un esame delle urine sono riuscita nel mio intento e a febbraio l’ultimo voto è stato scritto sul libretto.

Gli studenti, solitamente, iniziano la redazione della tesi nel periodo in cui stanno dando gli ultimi esami, io non me la sono sentita di sovraccaricarmi a tal punto, quindi dovevo ancora partire da zero. La mia speranza era di riuscire a laurearmi con il pancione, così da potermi godere a pieno i primi giorni di vita di Mia.

Purtroppo la mia bambina ha deciso di nascere con cinque settimane di anticipo, stravolgendo tutti i miei piani. Non ci crederete ma la prima persona a cui ho scritto non appena uscita dalla sala parto, è stata la mia correlatrice, per avvisarla che mi sarei presa un mese di pausa prima di ricominciare a lavorare sulla tesi. Un breve periodo di maternità me lo sono meritato anche io!

Quando Mia ha compiuto un mese, ogni volta che terminavo la routine di tirarmi il latte, darglielo, sterilizzare il tutto e farla riaddormentare, mi rimanevano circa 45 minuti di libertà, durante i quali espletare le mie funzioni vitali e mettermi al lavoro.

Cercavo di far quadrare sempre tutto e di non scrivere mai quando lei era sveglia perché la pediatra, che ahimè è anche psicoterapeuta e impicciona, mi aveva tirato un megapippone su quanto fossi una madre pessima a voler continuare a lavorare sulla tesi nonostante la nascita della bambina, inculcandomi una miriade di sensi di colpa. Non mi sono fatta mancare niente: sopravvivi ai primi mesi da neomamma, scrivi la tesi e sentiti una merda perché lo stai facendo. Non so neanche io come abbia fatto a non dare di matto, ma ce l’ho fatta e sono convinta che gran parte del mio successo in questo percorso lo debba proprio alla nana che con il solo fatto di essere al mondo mi ha spinta a dare il meglio di me e non mollare.

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Il 14 ottobre 2014, cinque mesi abbondanti dopo la nascita di Mia, è arrivato il giorno tanto atteso. In realtà ho appurato che avere partorito prima di laurearmi ha influito molto sul carico emotivo da gestire: quando metti al mondo un bambino provi una scarica di emozioni tale da farti sembrare ogni altro evento una passeggiata di salute, per cui tutta l’eccitazione che pensavo che avrei provato, non si è manifestata. Non so se questo possa considerarsi un effetto positivo o meno, ma così è stato e mi sono ritrovata a essere di gran lunga meno agitata del previsto.

Non nego di essere stata infinitamente felice e orgogliosa di me stessa, ma, a mio avviso, dopo aver incrociato lo sguardo di tuo figlio per la prima volta, ti rendi conto che la felicità, vera e assoluta, è quella. Nulla sarà più in grado di farti sentire così. Sei destinato a metterne al mondo un altro se vuoi di nuovo essere travolto da quel tir di sensazioni straordinarie e indescrivibili!

Un’altra triste verità è venuta a galla quel giorno: non sono stata in grado di ubriacarmi e ridurmi una merda come da anni sognavo di fare una volta libera dal peso della discussione della tesi. Inevitabile conseguenza del diventare madre è stata l’acquisizione di una coscienza e un senso di responsabilità davvero eccessivi per i miei gusti.

Bene, questo è quanto. Mi sono fatta in quattro per laurearmi il prima possibile così da essere in pole position tra i disoccupati e accorciare la distanza tra me e il milione di colloqui in cui, quando dici di essere mamma, ti guardano come se stessi già chiedendo loro permessi per andare a prenderla all’asilo quando sta male. Ma questa è un’altra storia, talmente triste che non merita nemmeno di essere raccontata.

*Vedi post precedente.

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9 thoughts on “Laurea con nana!

  1. Ciao,ti seguo da un po’ su ig, ed é un vero spasso seguirti! Hai una famiglia davvero splendida. Bella l’idea del blog,io é una vita che dico di volerne aprire uno,ma in quanto a praticità con il pc faccio proprio pena e non ho nessuno che potrebbe curarne l’aspetto,quindi rinuncio in partenza. Mi ritrovo molto nella tua mini presentazione…no vegana,no creativa, non amante dei gatti…esattamente come me!
    Ti faccio i miei complimenti per quello che sei riuscita a fare con una bimba piccola. Io non sarei mai riuscita…non sono mai.stata in grado di fare più cose contemporaneamente. Spero di leggere presto altre “avventure”! Ciao ciao,Angela.

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  2. Ciao Eleonora, mi sento di dirti che questo è uno dei post “più sentiti” che abbia mai letto. Leggendo infatti ciò che hai scritto sono riuscita a cogliere tutta la grinta,l’impegno che hai sfoderato per riuscire a finire gli esami prima dell’arrivo della piccola Mia,ma anche la soddisfazione che avrai sicuramente provato al termine di questo lungo e faticoso percorso(parlo con cognizione di causa,essendo anche io una studentessa di Giurisprudenza)! Immagino che incrociare gli occhi di quella meraviglia della tua bimba sia stata una emozione ineguagliabile e che tutto sembra un po’ meno “emozionante” dopo aver tenuto un frugoletto tra le braccia,però davvero non posso fare altro che congratularmi con te per questo traguardo raggiunto in un momento così incasinato e stancante, quale può essere il periodo immediatamente successivo alla nascita di un nano. Continua per la tua strada,vedrai quante soddisfazioni potrai dare alla tua bimba e al suo “papino”. E mi raccomando continua a scrivere che ormai siamo un po’ tutte affezionate a voi!

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  3. Già conoscevo la storia della laurea con bimba nata da poco e continuo ad esprimerti tutta la.mia stima e la mia ammirazione! Sei stata davvero bravissima e la tua tenacia la invidio da morire!

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