La nana viene con me.

Penso che i bambini imparino solo se permettiamo loro di farlo. Sta a noi dare loro l’occasione di apprendere. Per questo abbiamo deciso, fin dall’inizio, di condividere con Mia quante più esperienze possibili, consapevoli del fatto che la maggior parte stenterà a ricordarle, ma convinti che servano a formarla.

Fin dai primi giorni di vita l’abbiamo portata con noi ovunque. E con “ovunque” intendo davvero, “ovunque”. Non c’è stata occasione in cui abbiamo pensato di non farcela, non c’è stato luogo che abbiamo ritenuto inadatto. Certo, abbiamo modificato il nostro stile di vita per renderlo più consono a questa decisione, quindi non sono qui a raccontarvi di quando siamo andati in discoteca con una neonata, ma abbiamo comunque affrontato piccole sfide.

Sono dell’idea che solo abituandola a diversi ambienti e diverse circostanze, sarà in grado di affrontarli senza problemi e di trovare un suo equilibrio in contesti differenti e variegati. Si tratta, tuttavia, di un percorso graduale e spesso molto faticoso.

In sostanza stiamo lavorando per il futuro, nella speranza di starlo facendo nel modo giusto e di poter, un giorno, raccogliere i frutti delle decisioni che stiamo compiendo quotidianamente. Per adesso sono più le volte in cui va di merda che quelle in cui torniamo a casa soddisfatti del nostro operato, ma contiamo che l’impegno e la costanza siano ripagati e che le soddisfazioni gradualmente arrivino.

Spesso le circostanze mi spingono a chiedermi se questa sia la via giusta da seguire: quando la portiamo con noi a fare l’aperitivo e ci troviamo a dover ricostruire il locale prima di andare via oppure quando a metà della cena urla “CACCAAAAAA” facendo girare tutti i commensali e costringendoti a correre con lei al bagno per fargliela fare nel lavandino perché ha paura del water (vi risparmio i dettagli sulla tecnica che utilizzo, vi assicuro, però, che al concludersi il lavandino è più pulito di come l’abbiamo trovato).

Ci sono state serate in cui siamo usciti a cena in tre, ma alla fine abbiamo mangiato da soli, a turni, perché mentre uno si cibava, l’altro doveva passeggiare con la carrozzina per farla addormentare. Sarebbe stato, forse, più semplice lasciarla a una nonna o decidere di cenare a casa. Ma io trovo che la nascita di un bimbo debba indurti a modificare il tuo tenore di vita per adattarlo al nuovo arrivato, fino a trovare un giusto compromesso, senza doversi spingere fino al punto di rinunciare alla propria esistenza o, addirittura, decidere di condurne una separata da quella del proprio bambino. Per me è come una sfida, alla ricerca del punto di equilibrio.

Non voglio, con questo post, criticare velatamente chi ha impostato diversamente la propria vita da genitore. Semplicemente vi voglio descrivere la nostra esperienza. Comprendo a pieno chi, potendo uscire di rado, decida di concedersi una serata libera, ed è ovvio che, ogni tanto, anche noi la parcheggiamo dalla nonna e mangiamo guardandoci negli occhi. Ma poi, ci rendiamo conto che passiamo la serata a guardare i bambini degli altri come due stalkers, a immaginare come si sarebbe comportata lei in quella situazione, a parlare di cose che le sarebbero potute piacere o di oggetti che avrebbe potuto distruggere.

Aveva tre mesi quando siamo partiti per trascorrere le vacanze estive prima a Nizza e poi in Puglia, non abbiamo rinunciato a passare giornate intere al mare, in barba a chi ci diceva che era troppo piccola o che faceva troppo caldo. Ci siamo organizzati, ci siamo attrezzati e le abbiamo fatto passare l’estate immersa nell’acqua del mare. La sera non abbiamo mai rinunciato a uscire, abbiamo fatto spesso molto tardi mentre lei faceva la nanna di fianco a noi, nella carrozzina . Certo quest’anno le cose sono cambiate, è cresciuta e abbiamo dovuto nuovamente adattarci ai cambiamenti, come facciamo periodicamente. Ma non sono mancate uscite fino a tarda notte con lei che dormiva nel passeggino, sempre di fianco a noi.

Per la laurea mi è stato regalato un viaggio, abbiamo passato il capodanno a Parigi. La cena del 31 dicembre è stata un disastro perché al ristorante non avevano il seggiolone, quindi classica cena a turni: uno mangia, l’altro la tiene e così via finché finalmente arriva il dessert e puoi tirare un sospiro di sollievo, pagare e fuggire a gambe levate ripromettendoti di non portarla mai più da nessuna parte, consapevole che non manterrai la promessa. Si è addormentata mentre passeggiavamo tra le vie della città e puntuale come un orologio svizzero, si è svegliata urlando alle 23.55, costringendoci a rientrare in albergo pochi istanti prima della mezzanotte. Abbiamo guardato il conto alla rovescia su rai uno, c’era Gigi D’alessio che cantava, quando il Karma ci si mette sa essere davvero bastardo. Certo, uno si aspetta ben altro da un capodanno a Parigi, ma quanti ricordi porteremo con noi, quante fotografie abbiamo scattato, quanti racconti potremo farle quando sarà più grande.

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Abbiamo viaggiato spesso da quando è nata, abbiamo visto poco e niente delle città in cui siamo stati, abbiamo cambiato pannolini nei posti più impensabili, l’abbiamo vista rigurgitare su tovaglie pulite, ribaltare piatti appena serviti, siamo andati in giro sporchi di pappa dalla testa ai piedi, carichi come dei muli per non farle mancare niente e siamo sempre tornati a casa più stanchi di quanto lo fossimo prima delle “vacanze”.

Ma abbiamo condiviso tanto e continueremo a farlo perché ora, oltre a essere una coppia, siamo una famiglia, ed è questo che fanno le famiglie, condividono.

Ogni volta che torno da una cena passata a rincorrerla, da un viaggio trascorso a sperimentare nuovi metodi per muoversi con i mezzi pubblici nonostante il passeggino, da una serata a casa di amici ai quali ha smontato tutti i mobili, mi chiedo se ne sia valsa la pena. La risposta è sempre “si”. “Si” per un milione di ragioni, perché lei è stata con noi, perché ha frequentato persone diverse, respirato aria nuova, perché ha scoperto che se mette la mano nel piatto bollente si scotta e reagendo d’istinto lo ribalta, perché si è accorta che un grissino può trasformarsi in un milione di bricioline, perché ha imparato che la mamma troverà sempre un lavandino in cui farle fare la cacca.

“Si”, perché ciò che la arricchirà, nella vita, non saranno le cose materiali ma le esperienze vissute. E io farò di tutto perché mia figlia sia infinitamente ricca.

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8 thoughts on “La nana viene con me.

  1. Ciao!! Noi facciamo esattamente lo stesso con la nostra piccola Olivia, spesso criticati perché sembra che non vogliamo mai lasciarla con i nonni, ma non è che non vogliamo lasciarla, è che vogliamo che lei sia con noi!! Hai una bimba splendida, complimenti!!

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  2. Bellissimo questo post! Mi hai fatto venir voglia di viaggiare insieme a lei! L’anno prossimo, lavoro o no, un viaggietto non ce lo toglie nessuno! Il resto è tutto condiviso anche per noi!

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  3. Oddio, hai scritto quello che avrei voluto scrivere io. L’unica discrepanza con la nostra situazione riguarda la nanna sul passeggino. La nostra Arianna non ne vuole proprio sapere purtroppo 😦 ma di suo non è una gran dormigliona. Dorme tutta la notte e fa i suoi pisolini ma solo nel lettino e a volte nel seggiolino in auto.

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  4. Semplicemente fantastica… Ti seguo da poco su Instagram ed ho appena scoperto questo blog !! Non sono mamma ,ma amo la famiglia e spero di essere in futuro una super mamma come te!! Anch’io a breve spero di laurearmi in giurisprudenza ..che fatica😅!! Mi mancano solo 4 esami, ed a quasi trent’anni ,nn ne posso più dei libri 😁😁😁😁 !!! Scusa ho divagato!!! Ti ammiro molto e da ciò che vedo ,credo che tu stia svolgendo il mestiere più difficile del mondo in maniera eccellente !! Sei un genitore modello!! Sei ironica ,simpatica,attenta,sensibile e cosa più importante a mio avviso , insegni a tua figlia l’educazione con molta spontaneità ed intelligenza… Sono sicura che il mondo per Mia sarà un posto speciale perché lo guarderà sempre con gli occhi di una bimba , il cuore di una sognatrice e la testa un’adulta …proprio come te😉 !!!!

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  5. Ho solo 21 anni…quindi ancora non penso a famiglia o figli.. Ma questo post è di una tenerezza unica, mi hai fatto venire gli occhi lucidi! Questo significa essere una famiglia. E questo mi auguro di vivere un giorno, condividendo questa fantastica esperienza accanto ad una persona che ancora non c’è 😦 Baci da una ragazza che ti segue silenziosa da tempo su Instagram!

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