Mamme xenofobe.

Ultimamente, a causa del periodo di inserimento al nido della nana, mi è capitato di avere a che fare con varie mamme. E’ inevitabile scambiare quattro chiacchiere, anche quando ti rendi conto di avere davanti una mamma rientrante nella categoria 1*. Cosa non si fa per i figli…

Una di queste mi ha colpito particolarmente con una frase che mi ha spinto a riflettere, a maggior ragione perché proveniva da una neomamma. Non mi ricordo quale fosse l’argomento principale ma la sua affermazione è stata più o meno questa: “ho scelto questo asilo perché al comunale è pieno di stranieri”.

Io sono rimasta sgomenta di fronte alle sue parole, la mia faccia, sicuramente, lasciava trasparire incredulità e sdegno. Succede sempre così: anche quando, occasionalmente e assai di rado, voglio farmi gli affari miei, alla fine la mia espressione parla al posto mio. Non me la sono sentita di aprire un dibattito proprio in quel momento, in cui dovevo solo interessarmi che la mia bambina si inserisse e integrasse con i suoi compagni. E poi, diciamocela tutta, come si può interagire con una persona che riesce a tirare fuori una frase del genere? Come provare a spiegarle le cose, quale linguaggio utilizzare? Forse avrei dovuto richiedere fogli e pennarelli alle maestre per provare a trovare un mezzo di comunicazione che fosse comprensibile anche a lei. Ho preferito evitare e la mia bocca ha continuato a farsi gli affari suoi, senza dare seguito al comportamento che stava tenendo la mia faccia!

Cosa spinga una mamma a credere suo figlio migliore rispetto ad altri bambini, per il solo fatto che sia venuto al mondo in un posto diverso e addirittura ritenere che questi potrebbero recare danno al suo bambino solo frequentando la stessa classe all’asilo, è per me un mistero.

Avrei voluto avere la capacità di chiedere chiarimenti e delucidazioni, ma mi conosco, mi lascio coinvolgere dagli argomenti e mi scaldo troppo in fretta, soprattutto quando si toccano determinati tasti. Sapevo che se avessi dato modo al dibattito di avere inizio, questo non si sarebbe concluso finchè non l’avessi smerdata con un milione di argomentazioni, per lo più banali vista la semplicità della questione, e il pubblico non mi avesse acclamata iniziando a lanciarmi per aria, eleggendomi nuova leader delle mamme dell’asilo. Ok, la mia mente inizia a farneticare, però vi immaginate la scena?!?

Quindi sono tornata a casa, ripensando a tutte le cose che avrei voluto dire, anche solo per aiutarla a uscire dal suo piccolo recinto di ignoranza e inciviltà. L’oratrice che è in me era assai frustrata, per questo ho deciso di trattare con voi l’argomento.

Ora non per fare a tutti i costi la giurista ma l’articolo 3 della nostra Costituzione, cita testualmente “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Bene, non mi aspetto che questa donna ne conoscesse il contenuto visto che la sua affermazione, a mio avviso, è sintomo di lacune culturali assai ampie, ma credo che il dettato della nostra Carta Costituzionale non sia altro che il risultato di un tentativo di garantire e bilanciare diritti fondamentali degli individui. Spesso appare addirittura banale nei suoi contenuti, nessuno si aspetterebbe che sia necessario introdurre il principio di uguaglianza all’interno della madre di tutte le leggi italiane per farlo rispettare, i più lo danno per scontato. Solo un folle potrebbe ritenere giustificato un differente trattamento sulla base di diversità linguistiche, culturali o religiose.

Eppure ciò che a me appare così scontato e evidente, forse non lo è. Non lo è perché nel 2015 una madre crede che condividere l’esperienza dell’asilo nido con bambini di diverse etnie sia lesivo per suo figlio.

Si potrebbe pensare che la signora in questione abbia buttato lì una frase a caso, per riempire un imbarazzante momento di silenzio. Ma io sono terrorizzata all’idea che nel mondo ci siano bambini cresciuti da madri in grado di parlare e pensare in questo modo. Cosa ne sarà di loro, come affronteranno la vita in un mondo che va sempre più verso una fusione culturale e sociale, inevitabile in un’epoca in cui gli spostamenti sono resi agevoli e veloci, in cui le barriere vengono abbattute e sempre più frequenti sono matrimoni “misti”?

Ok, ho divagato troppo, ma la questione mi smuove l’anima, genera in me una irrefrenabile voglia di capire e far capire il grave errore che si commette ragionando in questo modo.

Io non vedo l’ora che mia figlia possa parlare con un bambino marocchino, mangiare a casa di un amichetto indiano, fare i compiti con la vicina di casa cinese e giocare con il compagno di classe rumeno. Io non ho paura della diversità, perché la diversità è ricchezza. Ogni bambino potrà apprendere qualcosa di diverso e sconosciuto anche solo dialogando, raccontando e descrivendo le diverse abitudini dei genitori, mostrando le fotografie di un viaggio nella terra natia, offrendo cibo cucinato secondo ricette tradizionali.

Ci rivedremo tra qualche anno cara signora, quando sarà tempo di raccogliere i frutti di ciò che si sta coltivando ora. Vedremo se suo figlio, crescendo in una bolla di sapone che lo tiene intrappolato perché non affronti quella che è la realtà del mondo odierno,sarà un uomo migliore. Io lo auguro a questo povero bambino, che è solo vittima dell’ignoranza di sua madre, ma ho seri dubbi a riguardo.

Mi dispiace doverlo dire, davvero, mi dispiace perché i bambini non sono responsabili dei comportamenti dei loro genitori, ma io ho più timore che Mia giochi con il figlio di una xenofoba che con il figlio del kebabbaro!

*Vedi post precedente, “Mamme social”.

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13 thoughts on “Mamme xenofobe.

  1. Hai tantooooo ragione cara mamma! Purtroppo siamo invasi da questa gente “un poco” chiusa: Ho una vicina che ha usato un’espressione che non staró a ripetere solo perchè nel quartiere hanno affittato una casa ad una coppia con bimba di cui la mamma è di colore; una collega che parlando mi ha detto di aver consigliato al suo bimbo, che ha appena iniziato la scuola materna, di non giocare all’asilo con i bimbi “con la cipolla in testa” 😱
    Passo oltre e non mi abbasso a disquisire con persone razziste. È tanto triste la situazione ma sono convinta che siano le persone ottuse a non godere della bellezza che il mondo ci offre, anche i loro bimbi se ne accorgeranno, loro sono più avanti di noi 😉

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  2. Ho iniziato a seguire il tuo blog ed è davvero bello!!! Lavoro con i bimbi d sono la mia passione!
    Abbiamo fatto anche un anno di liceo insieme noi!! Davvero brava!!

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  3. Sono perfettamente d’accordo con te! Più che mai oggi bisogna avere una cultura internazionale, sapere le lingue per inserirsi in questo mondo e avere la libertà di scelta dove vivere e con chi vivere…. Mia già sa il francese ah ah ah

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  4. Ciao,io purtroppo canto fuori dal coro. Probabilmente dove vivi tu la situazione è diversa.
    Nel mio piccolo paese “gli stranieri” non sono brava gente. Spacciano in piazza a qualsiasi ora del giorno e della notte, rubano nelle case, girano ubriachi per strada, ti puntano appena scendi dalla macchina. E hanno figli,eh si,ne hanno anche parecchi, e li mantengono con i frutti delle attività di cui ho parlato sopra. Non vorresti mai,credimi,che tua figlia avesse a che fare con queste famiglie.
    I loro figli non hanno colpe,nemmeno le mogli,immagino. Sarò sincera,quando sarà ora di nido anche per la mia bambina sceglierò un nido che contenga meno “stranieri” possibili.
    Non la manderei mai a casa loro,non li farei entrare in casa mia.
    Mi dispiace ma da noi non è brava gente.

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    • Io credo che tu parli senza averli conosciuti tutti personalmente. Sono sicura che un paio spaccino o facciano rapine, cosi come 2 italiani su 100 lo fanno, ma il resto? Parli per esperienza personale? Quante famiglie hai conosciuto e vissuto realmente? Ti assicuro che la realtà è diversa da quella che sembra. Ti parla una che per anni ha vissuto a pioltello, paese che per anni è stato il più multietnico d’italia.Posso chiederti dove vivi?

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