Vademecum del buon utilizzatore di social network.

Ho raccolto, in questo post, alcune delle frasi che spesso vengono utilizzate sul web per giustificare condotte irrispettose e scorrette. Lo scopo è quello di dimostrare che nei rapporti virtuali valgono le stesse regole comportamentali che sono in vigore nella vita reale, vista l’assurdità di alcuni atteggiamenti tenuti su internet laddove venissero traslati alla vita quotidiana di tutti noi.

E’ evidente che le situazioni descritte siano paradossali e portate all’estremo, ma, in realtà, non sono così distanti da ciò a cui si assiste nel mondo virtuale.

Purtroppo i social network non sono altro che lo specchio della realtà attuale, quindi i soggetti realmente idioti, lo sono, ahimè, anche virtualmente e anzi, questa caratteristica tende ad accentuarsi nella realtà 2.0 perchè si sa, dietro allo schermo è più facile ruggire, quando durante la quotidianità si è costretti a belare.

Il testo non si riferisce a quanto avviene sul mio profilo, sebbene alcuni spunti provengano proprio da lì, ma a ciò che leggo sparso qua e là, soprattutto sulle pagine di persone note.

Solitamente la quantità di rispetto dispensata è inversamente proporzionale al numero di followers del soggetto preso in considerazione. Quindi, io, poco sono toccata da questo fenomeno, ma rimango comunque colpita da alcuni commenti.

“Hai deciso di avere un social network, accetta che la gente ti scriva quello che pensa!”.

E’ un po’ come dire che siccome esisti e sei al mondo, la gente, incontrandoti per strada, sia legittimata a urlarti addosso il suo parere sul tuo aspetto, il tuo atteggiamento o il tuo abbigliamento. Non appena metti piede fuori di casa e ti trovi in un luogo pubblico devi aspettarti e, soprattutto, accettare di buon grado che le persone formino una propria opinione su di te, e non perdano occasione di comunicartela.

Hai deciso tu di prendere parte alla vita pubblica, devi per forza accogliere ogni giudizio, altrimenti te ne stavi chiusa in casa. Ha senso? Io non credo.

Vi immaginate cosa potrebbe succedere al passaggio di Sweetasacandy per le vie della città, laddove valesse questa regola? Migliaia di donne in fibrillazione strillerebbero quanto è elegante e raffinata, quanto casa sua sia fantastica e arredata con buon gusto e la supplicherebbero di svelare loro dove ha comprato gli indumenti che indossa, mutande comprese. Ma dietro l’angolo una piccola cerchia di haters la attenderebbe per farle lo sgambetto, vederla cadere e dirle che, in realtà, non è niente di che, che non fa un cazzo dalla mattina alla sera e si fa aiutare da qualcuno perchè non è possibile che una donna con tre figli trovi il tempo per stendere i panni.

Potrebbe anche essere esilarante la scena. Ma non è così che funziona, per fortuna!

Il fatto che la vita reale sia proiettata all’interno di un social non porta, e non deve portare, al venire meno delle regole di convivenza civile e di buona educazione.

“Tu hai deciso di pubblicare la foto, non puoi pretendere solo commenti positivi!”.

Equivale a sostenere che dato che hai deciso di portare tua figlia al parco e farla giocare sull’altalena, devi accettare che qualcuno ti affianchi per dirti che è fantastica, ma anche che qualcun altro si avvicini per dirti che è un mostro. Certo, se accetti commenti positivi, non puoi esimerti dall’accettare anche quelli negativi.

Non credo che la pubblicazione di una foto, così come un’uscita pubblica, autorizzi a esprimere liberamente, senza filtri e, soprattutto, senza rispetto, la propria opinione.

Se valesse questa regola la povera Chiara Biasi, passeggiando per strada, si troverebbe costretta a proteggersi da panini imbottiti e piatti di pasta che la gente le lancerebbe addosso al grido di “è anoressica!”, per il solo fatto che durante la passeggiata precedente le è stato detto che è una gran figa. Se accetta che la gente le dica che è gnocca, non può che acconsentire che le tirino addosso croccantini per cani.

“Il profilo è mio, pubblico ciò che voglio!”.

Certo, infatti da casa mia posso urlare al mio vicino che è un coglione perchè sono, appunto, dentro casa mia.

No, non è così che gira il mondo: anche quando ci si trovi dentro la propria abitazione si deve tenere un comportamento tale da non ledere la sensibilità altrui e rispettare gli altri. Le mura domestiche non dispensano dall’obbligo di comportarsi in maniera educata e rispettosa. Lo stesso vale per il mondo virtuale: il fatto di trovarti sul tuo profilo non ti autorizza a pubblicare immagini o contenuti offensivi, discriminatori e provocatori.

“Hai messo la foto online, è di dominio pubblico!”.

Quante volte accade che qualcuno prenda, senza autorizzazione, foto altrui e le pubblichi sul proprio profilo, talvolta spacciandosi per l’autore dello scatto. Quando si prova a lamentarsi la risposta è che l’immagine, una volta inserita sul web appartiene a chiunque. Tralasciando la veridicità dell’affermazione e il contenuto della vigente legislazione riguardo il diritto d’autore e quello alla riservatezza che mi portano a dubitare che tale frase abbia un reale fondamento, immaginiamoci cosa succederebbe se si applicasse questa regola alla vita reale.

Sostanzialmente si presume che nel caso in cui il profilo sia pubblico, chiunque sia autorizzato ad appropriarsi dei contenuti che si trovino al suo interno, quindi, qualora un giorno dimenticassi la porta di casa aperta, oppure decidessi spontaneamente di lasciare le finestre spalancate, questo autorizzerebbe chiunque a entrare e prendere ciò che più gradisce, per poi, eventualmente, spacciarlo per proprio.

“Hai deciso tu di lasciare spalancato, è ovvio che la gente possa sentirsi libera di entrare e fare di ciò che è tuo, quel che preferisce!”.

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4 thoughts on “Vademecum del buon utilizzatore di social network.

  1. Leggo con piacere tutto quello che scrivi e lo scrivi davvero bene! Per questo motivo non ci credo che l’articolo sia terminato così…e le fantastiche considerazioni finali? O seguirà un altra pubblicazione simile? Pura curiosità, nessuna critica =)

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    • Grazie! Lo so, sembra monco, probabilmente è aperto a integrazioni laddove incorressi in altri comportamenti sgradevoli. Le considerazioni personali, in questo caso, sono in apertura. L’idea era proprio quella di riportare e analizzare alcuni atteggiamenti, per ognuno dei quali, è scritta tra le righe la mia opinione!

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  2. mi piace molto leggere il tuo blog perchè mi ritrovo spesso d’accordo con le cose che scrivi/pensi.
    Sono anche io una mamma giovane e mi piace il fatto che non infiocchetti le cose ma le racconti così come le vivi e le senti.

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