Riflettendo sul “Fertility Day”.

La diffusione delle immagini relative alla campagna pro fertilità del Ministero della Salute ha davvero sollevato un polverone negli ultimi giorni.

Sicuramente provocatori, gli slogan utilizzati hanno raggiunto l’obiettivo: attirare l’attenzione su una questione assai delicata e spesso trascurata.

Certo, ci sarebbero stati almeno un milione di modi diversi per raggiungere lo stesso scopo in maniera più dignitosa, ma sicuramente gli slogan diffusi, tanto assurdi da lasciare a bocca aperta e indurre a chiedersi “ma si sono rincoglioniti?”, hanno sortito almeno uno degli effetti desiderati: far riflettere.

E anche io l’ho fatto. Ho riflettuto.

Troppo semplice ora impegnare questo post per smontare le tesi sostenute nelle cartoline che circolano sul web, talmente folli da non stare in piedi, non necessitano di essere abbattute.

Preferisco riportare i dubbi e le perplessità che sono sorti in me, una volta costretta a chiedermi cosa abbia portato a questo calo delle nascite e al conseguente allarme demografico che il Governo sta cercando in modo del tutto discutibile di spegnere.

Mi sono chiesta se davvero i nostri nonni, bisnonni, trisavoli e tutti i nostri avi godessero di condizioni particolarmente agiate, tali da consentire di mettere al mondo figli senza dover affrontare difficoltà e dubbi. Mi sono domandata se davvero nel dopoguerra, quando le famiglie erano molto più numerose, quando le donne partorivano anche sei o sette volte, vi fossero molti più asili a disposizione o la gente avesse contratti di lavoro da portarsi fino a dentro la tomba.

Non ho le risposte, non sono in grado di valutare se, effettivamente, quando i nostri genitori hanno deciso che fosse giunto il momento di allargare la famiglia, versassero in condizioni migliori di quelle in cui si trovano i giovani di oggi, ma ho gli strumenti per fare delle riflessioni.

E’ evidente che ci siano tantissime famiglie, che, pur volendo, non potrebbero sostenere l’impegno economico che un figlio comporta. Questo è molto triste oltre che ingiusto, perchè penso che la maternità, così come la paternità, sia un diritto e come tale dovrebbe essere garantito a tutti equamente. Lo Stato dovrebbe agire al fine di porre tutti nelle condizioni minime necessarie per poter costruire il proprio nucleo familiare, a nessuno dovrebbe essere negata l’emozione di diventare genitore. Siamo al mondo anche e soprattutto per questo, a mio avviso.

Le mie perplessità non riguardano di certo quella grossa fetta di popolazione che versa in condizioni economiche talmente sfavorevoli da non consentire loro di poter godere della gioia che un nuovo arrivo porta con sé.

Tuttavia non penso che il calo delle nascite sia legato esclusivamente alla crisi economica, penso, invece, che esitano moltissime coppie che, pur avendo le condizioni minime per poter allargare la famiglia, non rendendosene conto, rimandino e rimandino il momento, attendendo quello “giusto”. Aspettando di avere creato le condizioni ottimali, quelle che permettano di non far mancare nulla al nuovo arrivato, quelle che comprendono l’avere un’auto, una casa di proprietà, due lavori a tempo indeterminato, qualche nonno o un parente disponibile ad accudire il piccolo e l’asilo nido a prezzi vantaggiosi.

E non li biasimo, anche io potendo scegliere, avrei cercato di diventare mamma una volta terminata l’università, anche io avrei preferito di gran lunga attendere di trovare un lavoro stabile e di pagare almeno qualche altra rata della casa, anche io sapendo di avere quattro nonni lavoratori full time, avrei aspettato che almeno uno di loro andasse in pensione (possibilmente una nonna!). Non posso certo biasimare chi i conti li ha fatti meglio di me, proprio io che sono abituata a non fare nulla se non credo di poter dare il meglio.

Io non ho scelto (o meglio, ho scelto nel momento in cui ho scoperto di avere Mia dentro me, di volerla con tutte le mie forze), quindi mia figlia è nata in un periodo in cui eravamo ancora all’inizio del cammino, in cui avevamo appena iniziato a lavorare sul nostro futuro insieme e non eravamo certo PRONTI.

Per questo ad oggi non posso che essere contenta che a me “sia capitato”, io sono una che aspetta di essere pronta, quindi probabilmente avrei rinviato il momento di molti anni.

Eppure mi ritrovo qui, con una bambina, una casa in affitto, ma con riscatto, quindi potrà un giorno essere nostra, un percorso lavorativo appena iniziato, per il quale ricevo un rimborso spese che è inferiore al costo della retta del nido, che paghiamo affinché io possa andare a lavoro, quattro nonni che lavorano e un compagno che ha interrotto gli studi per affrontare la paternità, ma, sono sicura, un giorno li riprenderà!

E vi assicuro che riusciamo comunque benissimo ad essere genitori, vi assicuro che non facciamo mancare nulla a nostra figlia, vi assicuro che ringrazio tutti i giorni per quella sera, andata un po’ così, in cui qualcosa ha deciso di stravolgere completamente i nostri piani, rimescolare tutte le carte e vedere cosa fossimo in grado di fare.

E quindi lo dico a voi, che sognate un figlio ma aspettate il momento giusto, non siate troppo esigenti, il momento giusto potrebbe anche essere oggi.

Non lasciatevi intimorire da un mondo che sembra non darvi più certezze, valutate bene, potreste già avere tutto ciò che vi serve per poter compiere il passo che tanto sognate, ma che credete sia ancora più lungo della vostra gamba.

Magari la strada sarà più dura, sicuramente i vostri progetti dovranno essere rivisti, probabilmente dovrete fare delle rinunce e riorganizzare le vostre esistenze. Ma ciò che riceverete in cambio ha un valore inestimabile, vi ritroverete ad essere felici da far schifo anche quando gli obiettivi lavorativi che avreste potuto raggiungere in sei mesi verranno raggiunti in due anni, scoprirete di non dover abbandonare i vostri sogni, occorrerà solo metterci più impegno affinché si realizzino.

Ma se davvero desiderate un figlio, se davvero sentite dentro di voi la voglia di diventare genitori, guardatevi bene intorno, potreste già avere tutto ciò che vi serve per potervelo permettere!

Eleonora

 

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4 thoughts on “Riflettendo sul “Fertility Day”.

  1. Ciao Eleonora, la tua riflessione la trovo corretta, ma secondo me questa campagna la trovo discriminatoria verso chi vorrebbe un figlio ma non ci riesce e non perché ha aspettato troppo ” la condizione giusta” ma perché è così e basta.
    Già chi si trova in questa condizione di sente se vogliamo dire “in difetto” e se l’obiettivo era quello di smuovere chi potrebbe averne ma non vuole in realtà secondo me chi si è sentito più colpito e chi vorrebbe ma non riesce.

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    • Sono d’accordo! Ma inultile spendere tempo per replicare a delle frasi così stupide come quelle riportate come slogan sulle cartoline! Ho preferito nonnprenderle nemmeno in considerazione e usarle solo come spunto di riflessione sul tema in generale! Buona giornata!

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      • ti ringrazio per queste tue parole d’incoraggiamento, perchè forse bisognerebbe avere un pochino più di “leggerezza” per prendere questa decisione, perchè ad aspettare il momento giusto forse quel momento giusto non arriverà mai, perchè se si inizia a pensare e farsi i conti in tasca allora ci si angoscia (almeno nel mio caso). Io e il mio ragazzo siamo entrambi under30, io dipendente in un azienda con uno stipendio ridicolo, lui libero professionista con muto decennale sulle spalle, un affitto, due nonne che andranno in pensione tra dieci anni. e ci ritroviamo ogni volta a dire aspettiamo ancora, ma ad ogni bambino per strada ci fermiamo a immaginare il nostro futuro “sarà maschio”, “sarà femmina”. forse sarebbe il caso di avere coraggio e decidere di pancia. credo che quando ci sei dentro alle cose si trova la soluzione ad ogni difficoltà.
        grazie della tua testimonianza, mi fai avere un pochino meno paura.

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      • Grazie, a dire il vero anche io mi sono cagata sotto quando ho scoperto di aspettare Mia. Ma poi mi sono resa conto che con una discreta base di partenza e tanta buona volontà, ce la si può fare tranquillamente! Valuta al meglio le vostre condizioni e cerca di capire se sono già sufficienti per farcela! Tanti auguri per il tuo futuro!

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